• BENVENUTO
  • CHI SIAMO
  • SPECIALE 70
  • LA SCUOLA DI FORMAZIONE
  • LE CONFERENZE IN TEATRO
  • STAGIONE TEATRALE
  • IN PROGRAMMAZIONE
  • ARCHIVIO
  • Bisbigliando... Anton Cechov
  • Popcorn Cechov
  • Le allegre comari di Windsor
  • Liaisons Dangereuses
  • I Vicini
  • Prima Pagina
  • Marie Pierre - Le Mardì a Monoprix
  • Il "LA" - Musica da non dimenticare
  • PARTNERS DELL' ASSOCIAZIONE
  • CONTATTI
CLICCA A SX

speciale 70

Il Piccolo Teatro Città di Livorno ETS si appresta a festeggiare settant’anni di memoria nel 2025. Interviene Leonardo Barinci, il Presidente in carica, che spiega intenti e ragioni alla base dei nuovi progetti dell’associazione.
 
Con riguardo al Piccolo Teatro Città di Livorno, in molti interventi si parla del 2025 come l’anno del compimento dei primi settant’anni di memoria e non di età anagrafica; ci spieghi meglio.
Il Piccolo Teatro Città di Livorno è un’associazione culturale costituitasi definitivamente in anni relativamente recenti, per l’esattezza il 15 febbraio del 1996 a firma del notaio Serafino Selli di Livorno. Ancora più recentemente, nel 2024, l’associazione è divenuta ente del terzo settore iscrivendosi nel Registro Unico del Terzo Settore, il 5 aprile del 2024, e divenendo formalmente il Piccolo Teatro Città di Livorno ETS. Dal punto di vista anagrafico risulta pertanto un ente piuttosto giovane ma quello che percepiamo oggi di questa piccola e preziosa realtà livornese può essere inteso come il risultato di un processo storico più ampio che nasce esattamente nel secondo dopoguerra su iniziativa della Compagnia di Gesù, allora presente in città con lo scopo, tra l'altro, di contribuire alla ricostruzione del tessuto educativo e culturale livornese devastato dagli effetti del conflitto. Del Piccolo Teatro Città di Livorno compare in letteratura traccia della cosiddetta "Compagnia Italiana del Piccolo Teatro della Città di Livorno" nelle descrizioni riguardanti gli anni 1955-1967. In quel periodo, tra le mura dell'Istituto San Francesco Saverio di via del Platano 6 a Livorno, sede cittadina della Compagnia di Gesù, e polo artistico locale per la pittura, il teatro e la musica, erano già stati proposti spettacoli di importanza rilevante tra cui nel 1955: “Aiuola bruciata” di Ugo Betti per la regia di Mario Paoloni e, l'anno successivo “Assassinio nella Cattedrale”, di Thomas Stern Eliott, per la regia di un giovane Andrea Camilleri, allievo di Orazio Costa, il cui destino dai molti successi come scrittore è ben noto al pubblico. Su questo sfondo, l'identità e l'operatività del Piccolo Teatro Città di Livorno furono sviluppate e definite in modo graduale negli anni seguenti, grazie soprattutto al lavoro generoso e costante di padre Valentino Davanzati sj, gesuita colto e raffinato, coadiuvato da collaboratori laici in vario modo esperti nell'ambito delle arti sceniche, che determinarono l’affermazione della compagnia a livello provinciale attraverso la produzione annuale di spettacoli in prosa giunta fino ai giorni nostri. Infatti, le stagioni teatrali della compagnia si contano da sempre a partire dalla stagione 1954-1955 e, per l’appunto, tra il 1955 ed il 2025 corrono esattamente settanta anni.
Per motivi analoghi parlate di aderenza ad un processo storico?
Proprio così. Il Piccolo Teatro Città di Livorno ETS è oggi l’ultima tappa di un processo che in settant’anni ha conosciuto il contributo appassionato di tante persone attorno al progetto originario dei padri gesuiti; che potremmo sintetizzare nel duplice tentativo di promuovere la cultura attraverso il teatro e la conoscenza di sé in chi lo pratica. Infatti, la Compagnia di Gesù si è sempre interessata al teatro in Europa e nelle missioni extraeuropee, specialmente durante il periodo della Controriforma, per formare le coscienze e più in generale le persone. Nonostante siano passati tanti anni, noi soci attuali sentiamo ancora vivo il senso di appartenenza a quel progetto iniziale; condividiamo l’idea che il teatro aiuti l’uomo a conoscere meglio se stesso attraverso il contatto con le proprie emozioni più profonde e riteniamo che questa esperienza aiuti chi la pratica a “crescere” umanamente anche come membro di una comunità. Inoltre, ci piace parlare di “processo” come termine più vicino al concetto di tempo piuttosto che a quello di spazio. Preferiamo l’idea di agire a servizio dell’associazione con l’intento di avviare processi piuttosto che occupare spazi. Per questo, ultimamente ci siamo impegnati in nuove iniziative e abbiamo gettato semi che potranno crescere nell’avvenire arricchendo ulteriormente la storia già importante del nostro gruppo.
A quali iniziative si riferisce?
Innanzi tutto, ci siamo resi indipendenti rispetto ai locali di via del Platano 6 a Livorno, utilizzati dalla compagnia fin dall’inizio delle sue attività perché era quella la sede livornese dei padri gesuiti. Per quanto ne sappiamo, quegli immobili sono ancora di proprietà della Compagnia di Gesù ma questo a noi interessa poco. La domanda che ci siamo posti è stata: “Una compagnia teatrale ideata settant’anni fa dai gesuiti, che vuole conservare il suo spirito originario, cosa farebbe nel contesto attuale?”. Abbiamo allora provato a dare risposta a questa domanda avviando cooperazioni ritenute più fertili come quella con la Chiesa di San Simone e Immacolata Concezione di Ardenza, dove siamo stati accolti a braccia aperte grazie al progetto di riqualificazione del piccolo teatro ad essa connesso da noi proposto ai parroci, Gregorio Kniaz prima e Gerardo Lavorgna dopo, ed eseguito in economia di spese per gli scopi della nostra compagnia e di quella particolare comunità di fedeli. Il piccolo teatro della chiesa di Ardenza (sala-teatro “Mons. Vincenzo Rovini”), oggi detto “Teatro Minimo di Ardenza”, è stato riaperto ed il Piccolo Teatro Città di Livorno ne è la compagnia stabile, mediando le relazioni con le compagnie esterne che intendono esibirsi in quel locale. Nel frattempo, abbiamo conosciuto nuove persone e valutato le esigenze reciproche; abbiamo riflettuto e sviluppato nuovi progetti. La scorsa estate abbiamo avviato la prima scuola di formazione teatrale del Piccolo Teatro Città di Livorno, intitolata “Il Personaggio nell’Attore”, diretta da Maurizio Paolo Formichini Gori col contributo di Chiara Pantani, per i capitoli relativi alla voce e alla dizione, e del sottoscritto relativamente alla teoria legata ai vari metodi recitativi. Una proposta formativa in campo teatrale rivolta a tutti coloro che intendono “fare teatro” in maniera amatoriale, senza, cioè, ambizioni professionali. Ciò naturalmente non esclude che la nostra scuola possa essere un primo (o ulteriore) contatto con tale forma di espressività che possa far maturare nel partecipante progetti più rivolti al mondo teatrale professionale. Ma per questi, crediamo, esistano sicuramente altre scuole di formazione a cui il soggetto può accedere, anche senza grandi difficoltà. I corsi si tengono il sabato mattina presso il Teatro Minimo di Ardenza e già dalla prima edizione abbiamo esaurito i posti disponibili nella classe di allievi prestabilita, attivando una lista di attesa per le prossime edizioni. Gli allievi di quest’anno saranno impegnati nella rappresentazione del “Così è (se vi pare)” di Luigi Pirandello; un saggio di fine corso che diverrà anche spettacolo della compagnia. Un’altra iniziativa assai significativa e legata al mondo dell’arte e dell’attualità, in partenza nel 2025, è rappresentata dalle “Conferenze in Teatro” ovvero video-talks attorno a filmati selezionati che si propongono di porre in relazione gli spettatori di fronte ad una narrazione teatrale diversa e rielaborata anche mediante l’uso delle tecnologie digitali, con lo scopo di suscitare emozioni e riflessioni attorno a grandi temi, favorire il dibattito e l’edificazione personale. I filmati, proposti nell’ambito di una rassegna annuale denominata “I Capolavori”, saranno scelti a partire dai contenuti offerti dalla piattaforma digitale TED Conferences e prevederanno il contributo di ospiti relatori tra cui, nel 2025, padre Giuseppe Trotta sj, responsabile della comunità dei padri gesuiti della Chiesa Universitaria di San Frediano a Pisa, in occasione della serata dedicata al potere della vulnerabilità. Gli altri argomenti affrontati nella prima rassegna riguarderanno il rapporto tra Palestina e Israele, l’intelligenza artificiale ed il genio creativo. Detti argomenti, subordinati al titolo “Sguardi coraggiosi”, insieme ai dibattiti che ne discenderanno, si pongono l’obiettivo di riconsiderare alcune delle sfide più esigenti dell’attualità attraverso un maggiore spirito di iniziativa ed una più accurata consapevolezza di sé. Gli incontri si terranno il venerdì sera presso il Teatro Minimo di Ardenza e saranno aperti a tutti gli interessati; il calendario sarà pubblicato nei primi mesi dell’anno. Da ultimo, abbiamo programmato uno spettacolo teatrale particolare al debutto nel mese di dicembre 2025. Il nostro focus principale è il teatro e non poteva mancare una serata speciale ad esso dedicata in occasione del settantesimo.
Quale sarà il titolo dello spettacolo di memoria e perché possiamo definirlo speciale?
Si tratta di una rappresentazione capace di coniugare diversi aspetti che caratterizzano la compagnia in questa particolare congiuntura storica. Innanzi tutto, la scelta dell’autore, Anton Pavlovič Čechov, scrittore e drammaturgo russo tra i maggiori autori letterari e teatrali europei del XIX secolo, rappresenta il contributo che la compagnia vuole offrire per la riscoperta e la valorizzazione degli autori teatrali più classici che moderni nel panorama attuale della produzione teatrale amatoriale. Sono state scelte sette opere di Čechov tra atti unici e racconti per le traduzioni di Julius West e Alfredo Polledro. I racconti sono stati rielaborati e adattati al teatro pertanto il testo rappresentato mostrerà anche, in piccola parte, la spinta drammaturgica intrapresa da alcuni membri della compagnia. Un altro aspetto in rilievo col progetto è la ritrovata identità associativa, finanziaria ed economica recentemente perseguita. Lo spettacolo vedrà il contributo dei soci attualmente iscritti all’associazione perché nasce nell’ambito associativo come attività sociale rivolta agli iscritti. Pertanto, in linea generale, non sarà possibile iscriversi all’associazione per partecipare allo spettacolo. È nostra intenzione far sì che i futuri aspiranti soci del Piccolo Teatro Città di Livorno ETS si iscrivano all’associazione perché ne condividono gli scopi sociali, per partecipare attivamente alla vita associativa e perché si riconoscono nei principi dello Statuto; non con il mero scopo di partecipare ad uno spettacolo in particolare, ancorché di memoria. L’opera debutterà in una sala della provincia di Livorno appropriata alla circostanza ma che rappresenti una novità assoluta per la storia della compagnia. Infatti, tutti noi avvertiamo in vario modo di trovarci all’inizio di un nuovo “atto” rappresentato soprattutto dalla collaborazione stabile avviata col Teatro Minimo di Ardenza. “Popcorn Čechov. Affinità e divergenze nella vita di relazione”, questo il titolo dello spettacolo, sarà un’opera teatrale scomponibile in varie parti rappresentabili singolarmente in sale dagli spazi più contenuti come può essere, appunto, il Teatro Minimo di Ardenza. Al debutto, ovviamente, mostrandosi al completo dei suoi contenuti e coinvolgendo l’intero organico della compagnia, la rappresentazione sarà inscenata in una sala assai più grande ma avremo modo di precisare meglio... Infine, come emerge dal titolo, l’intento sociale collegato a questo lavoro teatrale è quello di provare a suggerire qualche riflessione attorno al tema delle relazioni interpersonali; oggi troppo frastagliate, tecnologicizzate e deludenti. Forse, perché mancanti di una componente umanistica rilevante che invece, molte volte, come in questo caso, compare chiaramente in opere letterarie composte da autori che non hanno conosciuto l’era digitale. 
Quindi, in occasione dei settant’anni di memoria si potranno esibire tutti i soci dell’Associazione: i membri della compagnia in “Popcorn Čechov. Affinità e divergenze nella vita di relazione” e gli allievi della scuola in “Così è (se vi pare)”?
Esattamente. È mia intenzione cercare di rispondere con fiducia, disponibilità e collaborazione a chi, decidendo di associarsi, ripone aspettative nell’associazione che rappresento e accetta di mettersi in gioco. Ad esempio, chi si iscrive ai nostri corsi, anche se principiante, ha un potenziale espressivo nascosto che noi didatti proviamo a solleticare ed educare. I primi esperimenti condotti in questo senso hanno funzionato molto bene (uno fra tutti Le Allegre Comari di Windsor, in scena nel 2024, dove circa il 40% degli interpreti, selezionati attraverso un casting e formati durante le prove, non aveva mai lavorato con noi prima). In fondo, cerchiamo di ispirarci a quello che i gesuiti facevano e continuano a fare con gli studenti delle loro scuole; cercando di “tirare fuori” dai loro allievi quelle capacità di leadership che i padri ritenevano già presenti nel più profondo delle loro personalità. Da quando sono stato eletto presidente del Piccolo Teatro Città di Livorno il numero degli associati è quasi triplicato. Credo che questo sia un segno positivo del fatto che tutti, ovviamente in proporzioni diverse, si siano sentiti valorizzati indipendentemente dalle loro iniziali capacità recitative e abbiano accettato di coinvolgersi con un gruppo che li ispirava e che al contempo ha saputo ritagliare su di loro opportunità e ruoli ad hoc.
Lei è un ingegnere che definirei “atipico”. Cosa la spinge a proseguire il suo impegno nel campo del teatro?
Come ho già avuto occasione di dire, l’ingegneria ed il teatro sono due mondi uniti dalla cura del dettaglio. La bravura del buon ingegnere sta nel ridurre al minimo l’approssimazione che si crea tra la teoria e la soluzione pratica dei casi concreti. Così il regista teatrale sviluppa insieme all’attore, e nell’attore, la propria visione del personaggio che, prova dopo prova, acquisisce la fisionomia pensata. Sono contento del lavoro manageriale che ho svolto nell’ultimo biennio; è stato molto intenso in qualità e quantità. Per questo, ringrazio sinceramente chi, in modo volontario e generoso, ha collaborato e collabora con me più da vicino: i membri del Consiglio Direttivo (Ephraim Pepe e Andrea Iacoponi), il direttore della scuola (Maurizio Paolo Formichini Gori), l’insegnante di dizione (Chiara Pantani), il coordinatore delle Conferenze in Teatro e garante dei rapporti con TED Conferences (Luca Leonardini) e i singoli associati tra cui, in particolare, chi si è dato da fare per organizzare la nostra presenza all’interno degli spazi in uso presso il Teatro Minimo di Ardenza e continua a farlo con grande disponibilità (Nara Biagiotti, Teresa Mazziotti, Michele Bernardini, Giacomo Salvadorini e Raffaele Forgione). Posso affermare che sono state gettate le basi per orientare verso un nuovo corso il processo storico cui aderiamo e che ci accingiamo a festeggiare. Si tratta di qualcosa che mi entusiasma e coinvolge personalmente; anche per via della mia militanza nell’associazione fin dai tempi dell’università e comunque a prescindere dalle attività che svilupperemo. Nelle organizzazioni no-profit (oppure profit) momenti simili a quello che stiamo attraversando capitano assai raramente; sono fonte di rigenerazione e innovazione: le varie forme dell’ingegno che possono essere coinvolte in questi frangenti risultano sempre molto utili.
In due parole, cosa ridurrebbe e cosa accrescerebbe.
Meno rigidezze e più calore umano. Mi pare un orientamento valido sul palcoscenico e nella vita. I tempi sembrano richiederlo sempre di più ogni giorno che passa.    
La ringrazio.
Io la abbraccio, preferisco.  
 
 
Livorno 31.01.2025
 
 
Piccolo Teatro Città di Livorno ETS
TUTTI I DIRITTI RISERVATI 

 

Powered by Create your own unique website with customizable templates.
  • BENVENUTO
  • CHI SIAMO
  • SPECIALE 70
  • LA SCUOLA DI FORMAZIONE
  • LE CONFERENZE IN TEATRO
  • STAGIONE TEATRALE
  • IN PROGRAMMAZIONE
  • ARCHIVIO
  • Bisbigliando... Anton Cechov
  • Popcorn Cechov
  • Le allegre comari di Windsor
  • Liaisons Dangereuses
  • I Vicini
  • Prima Pagina
  • Marie Pierre - Le Mardì a Monoprix
  • Il "LA" - Musica da non dimenticare
  • PARTNERS DELL' ASSOCIAZIONE
  • CONTATTI